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Comune di GUGLIONESI

I monumenti principali sono due Chiese: la chiesa di San Nicola è collocata nella parte alta del centro storico di Guglionesi. Sulle origini della chiesa sono state fatte le più svariate ipotesi; alcuni vorrebbero la chiesa presente già nel VII sec. o addirittura in periodo goto; allo stato attuale però l'edificio è da attribuire al XII sec., anche se il materiale riutilizzato (per lo più scultoreo) visibile soprattutto nel prospetto, è elemento sufficiente a documentare che la chiesa fu ricostruita su strutture preesistenti, forse in seguito a terremoto (viene in genere ricordato il violento movimento sismico del 1117); inoltre il nome della chiesa di S. Nicola di Guglionesi compare per la prima volta in un atto di donazione del 1049 al monastero delle isole Tremiti. I caratteri stilistici, di derivazione pugliese, riecheggiano in una dimensione meno elaborata quelli del Duomo di Termoli. Il prospetto, a salienti, presenta una finestra circolare ornata da conci ra-diali di diverso colore e da cinque arcatelle cieche di cui quella centrale più ampia. Il portale, architravato, presenta nella lunetta a basso rilievo, in una cornice a motivi. geometrici, un leone ed un grifone affrontati; le paraste presentano capitelli modanati. Sulle tre fiancate sono distribuite nove archetti (di cui 8 binati) a sesto acuto su esili paraste; sulla fiancata destra si apri un portalino architra-vato con lunetta cieca (quello a sinistra è murato). La parte posteriore presenta tre absidi (di cui quella centrale più alta) ornate da archetti bi-nati e rette da sottili paraste; tre monofore danno luce da questo lato all’interno. L'interno è a tre navate con pavimento in pietra e copertura a capriate. Le arcate che separano le navate sono a sesto acuto sorrette da robusti pilastri cruciformi con capitelli variamente ornati. L’altare, molto semplice, è preceduto da alta scalinata. Dalle navate laterali si accede alla cripta, posta sotto l'altare; per questa parte del monumento sono state proposte datazioni contrastanti: chi la ritiene del VII sec. sulla base dei capitelli (definiti paleocristiani) e chi del XII sec. Sulla base dell'impianto. La cripta presenta tre absidi che corrispondono a quattro navatelle longitudinali ed a due trasversali, illuminate da due coppie di monofore. Manca la copertura, ma è ricostruibile attraverso i resti dei pennacchi visibili sui capitelli delle semi colonne; mentre, collocata nella parte alta del paese , la parrocchiale di S. Maria Maggiore ha un origine antichissima; forse dedicata inizialmente a S. Pietro fu ristrutturata nel Medioevo; fu poi ampliata e completamente ricostruita in stile barocco nel 1746 modificando in senso trasversale l'orientamento. La facciata, in stile barocco, è tripartita da paraste a sezione mistilinea; la porzione centrale è a due piani sormontata da frontone; Presenta tre portali; quello centrale, più ampio, è ornato superiormente da una nicchia a sezione semicircolare e da uno stemma. L'interno, è a tre navate, è ricco di stucchi barocchi. Degni di nota sono gli stalli del coro ed il pulpito in noce collocati nella navata centrale, opere del Settecento; presso l’altare maggiore, in marmi policromi, è una tavola raffigurante l'Assunzione, opera del 1572 con ai lati quattro tavole rappresentanti S. Girolamo, S. Giovanni Battista, S. Pietro e S. Paolo. Nella chiesa sono pure conservate due tele, una del 1796 di Pietro Bardellino ed una del 1800 firmata dal napoletano Ferdinando Castiglia e rappresentante l’ultima Cena. Sul lato destro si apre la cripta di S. Adamo, delimitata all'esterno da tre absidi prive della copertura originaria; di stile romanico, della loro ornamentazione si conservano le snelle paraste e le monofore. La cripta presenta tre absidi ed è spartita in più navate da colonne e semi pilastri da cui si dipartono arcate a tutto sesto e volte a crociera. Capitelli e colonne sono di forma assai diversa tra di loro e cronologicamente più antichi della struttura attuale (alcuni sono alto medioevali). Due volte collocate nella zona mediana sono ricoperte da affreschi cinquecenteschi con scene tratte dalla Genesi: Costruzione della torre di Babele, Noè ebbro, L'arca di Noè ed Il diluvio universale; affreschi dello stesso autore pure raffiguranti scene della Genesi sono visibili in un vano adiacente alla cripta.