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PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO

Il Parco Nazionale d'Abruzzo, sorto nel 1922, è divenuto famoso in tutto il mondo per la conservazione della natura. 
La particolarità di questo parco sta nell'aver innestato nel pubblico, quel vivo entusiasmo e quella capacità organizzativa che hanno poi finito col contagiare tutti, costituendo così un esempio di territorio protetto. Il Parco Nazionale d'Abruzzo ha un'estensione di quarantamila ettari ed è circondato da una zona di protezione esterna di altri sessantamila ettari. È situato nel cuore dell'Appennino centrale, tra l'Abruzzo, il Molise e il Lazio. L'ambiente è quello tipico delle montagne dell'Appennino, inalterato e sano, di cui conserva tutte le forme ambientali della flora e della fauna. Il Parco è oggi l'ultima zona d'Italia dove trovano rifugio animali, ormai in via di estinzione che vivevano un tempo su tutto l'Appennino come ad esempio l'orso marsicano, il lupo appenninico e il camoscio d'Abruzzo. 

 

Ci sono innumerevoli specie floristiche che si trovano solo qui: si possono incontrare rarità come l'orchidea "scarpetta di venere" e il "poggiolo marsicano". 
La Comunità del Parco Nazionale D'Abruzzo è stata istituita con la legge quadro sui parchi del 6 dicembre 1991, n.394, e comprende 23 comuni, tra i quali, 5 posti sul versante meridionale, nella Valle del Volturno, e compresi nella catena delle Mainarde: Pizzone, Castel San Vincenzo, Rocchetta a Volturno, Scapoli e Filignano.

LA FLORA

La flora del Parco è molto ricca, infatti conta 1870 specie di piante, tra le quali troviamo piante esclusive della zona come ad esempio il giaggiolo del Parco (Iris Marsica) con fioritura nel periodo di maggio-giugno, il Pino nero (Pinus nigra) di Villetta Barrea, la Betulla (Betula Pendula) di Coppo Oscuro. 
La particolarità del paesaggio vegetale del Parco sono le estese foreste costituite da faggi che ricoprono più del 60 % della superficie. 
Il Faggio (Fagus sylvatica), cresce tra i 900 e i 1800 metri di altitudine, con esemplari dai moltlepici aspetti: plurisecolari, con la chioma a forma di candelabro e con alto fusto e diritti come ceri. 
Inoltre sono presenti diverse specie di Acero tra cui ricordiamo il "Lobelius" (Acer lobelii), tipico dell'Appennino meridionale. 
Troviamo ad un'altitudine media il bosco misto, costituito da querce e alberi da frutto. Nelle zone dove vi è abbondanza d'acqua domina la vegetazione riparia caratterizzata dal Carpino bianco (Carpinum betulus), Frassino (Fraxinus excelsior), Pioppo nero (populus nigra), Pioppo bianco (Populus alba), Salice bianco (Salix alba), Salicone (salix caprea); mentre, nel versante laziale, è presente il Castagno (castanea sativa). 
In alcune località troviamo porzioni di foresta vergine, sempre più rare nel resto dell'Appennino, queste aree sono protette non solo per il loro valore ecologico, biologico e naturalistico, ma perchè costituiscono esempi da seguire da parte di tutti per un'opera di riqualificazione dei boschi modificati dall'uomo. 
La caratteristica principale di queste zone è la presenza di "patriarchi", cioè grandi alberi secolari, alti fino a 30 metri, con il tronco di oltre un metro di diametro. Il più grande dei patriarchi è il colossale Acero montano (Acer pseudoplatanus) di Monte Tranquillo. 
Infine sono presenti le praterie ad un'altitudine di 2000 metri, composte da graminacee e ciperacee. 
Il fiore più pregiato del parco è la Scarpetta di Venere o Pianella della Madonna (Cypripedium calceolus), specie in via di estinzione, adeguatamente protetta, la quale consta in un'orchidea gialla e nera localizzata nel cuore della riserva.

LA FAUNA

La fauna del Parco è costituita da una grande varietà di animali, si contano 60 specie di mammiferi, 300 di uccelli, 40 di rettili, anfibi, pesci ed innumerevoli specie di insetti. Gli animali più rappresentativi del Parco sono il camoscio d'Abruzzo (rupicapra ornata), definito il più bel camoscio del mondo, l'orso bruno marsicano (ursus arctos marsicanus), simbolo del Parco è presente nell'area protetta con un centinaio di esemplari, inoltre, viene considerato una sottospecie dell'orso bruno europeo, con spiccate peculiarità morfologiche, genetiche, etologiche ed ecologiche, infatti, è pacifico nei confronti dell'uomo, il lupo appenninico (canis lupus italicus) è presente solo in questo contesto dove ha ritrovato il suo habitat naturale, la lince (Lynx lynx), sopravvissuta nel parco in piccoli nuclei favoriti dalla salvaguardia ambientale e dalla disponibilità di prede. 
Gli animali più facili da ammirare nel Parco, sono gli uccelli: circa 230 specie diverse tra cui rapaci come l'Aquila reale, l'Astore, la Poiana, il Gufo reale e l'Allocco.